martedì 9 ottobre 2012

CSR - Finanziamenti chiari e trasparenti


Egregio Direttore,

la concessione di finanziamenti da parte della Cassa di Sovvenzioni e Risparmio ai colleghi in servizio e in quiescenza che della Cassa sono e rimangono soci/comproprietari - a dispetto di talune “autolesioniste” riforme statutarie in corso di approvazione - rappresenta uno dei servizi essenziali che la CSR offre ai soci.

E’ appena il caso di ricordare che - di norma - chi chiede soldi in prestito lo fa per un forte, spesso pressante bisogno. Pertanto, attese prolungate, ritardi immotivati e “ostacoli impropri” alla concessione di tali finanziamenti costituiscono indubbiamente un danno materiale e psicologico per i richiedenti il credito.

Il SIBC, Sindacato Indipendente, chiede pertanto formalmente che la Cassa definisca, e renda pubblici a tutti i soci, i tempi massimi per ogni tipo di intervento richiestole, nell’interesse di tutti i soci, a cominciare proprio dai tempi massimi necessari per la concessione di finanziamenti.
In attesa di un fattivo riscontro, inviamo distinti saluti.

Bingo Fornero


Si parla spesso in Italia delle lungaggini della giustizia e della necessità di velocizzare i processi. Grazie alla famigerata riforma Fornero, gli stessi operatori della giustizia evidenziano che la riforma dell'articolo 18 rallenterà ulteriormente tutti gli altri procedimenti, portando di fatto a un ingolfamento del sistema. La riforma prevede infatti una compressione obbligatoria dei tempi dei processi e un aumento delle fasi di giudizio da 3 a 4, ma a costo zero, cioè con lo stesso numero di magistrati presenti oggi nei tribunali e cioè 453 (426 giudici e 27 presidenti di sezione) che dovranno fronteggiare circa 300mila processi in lista d'attesa. E’ stata introdotta anche una corsia preferenziale per le cause di licenziamento, che avranno quindi la precedenza sulle altre, rischiando di farle slittare ulteriormente in avanti nel tempo.
"Creando una corsia veloce per alcuni procedimenti, si rallentano tutti gli altri", sostiene Marco Buzano, presidente della sezione lavoro del tribunale di Torino.
Marisa Nardo, presidente della sezione lavoro del Tribunale di Monza, stima un aumento del 30% delle cause di lavoro in seguito alla riforma stessa.

Ma non sono solo i giudici a essere critici verso quest'aspetto della riforma del lavoro. Bruno Piacci, coordinatore della commissione lavoro del Consiglio Nazionale Forense, sostiene che "la pecca maggiore è l'introduzione di una quarta e inutile fase preliminare. Era sufficiente limitarsi a prevedere una corsia privilegiata per i procedimenti sui licenziamenti ex articolo 18", mentre per Fabio Rusconi, presidente dell'AGI, associazione degli Avvocati Giuslavoristi Italiani, "visto che la reintegrazione del lavoratore è ormai marginale e non c'è più il rischio di gravi danni economici per le parti legati ai tempi lunghi, non si capisce l'urgenza di un rito che accorci ulteriormente i termini di un processo già molto snello e concentrato".

Riassumendo: ”grazie” alla legge Fornero,  la reintegrazione del lavoratore è diventata un fenomeno marginale (gli emendamenti erano quindi il solito specchietto per le allodole), e le cause del lavoro, che di norma servono alla parte debole (il lavoratore) contro i soprusi della parte forte (il datore di lavoro) avranno tempi sempre più lunghi.
La Fornero ha fatto bingo. Noi molto meno.

giovedì 4 ottobre 2012

Il giardiniere di Bankitalia


Per fortuna ci sono sempre i nostri stipendi da tagliare e le nostre tasche da saccheggiare, altrimenti - quando in Parlamento qualcuno s’inventa che dobbiamo ridurre le spese - finirebbe con l’andarci di mezzo anche la povera società vincitrice dell’appalto di “giardiniere di Bankitalia”.
Da alcune settimane, prima su Libero, poi sul Fatto Quotidiano, ha fatto sensazione la notizia – pubblicata dapprima sul sito internet della Banca d’Italia – di una nuova procedura di gara “per la manutenzione delle aree a verde e noleggio di piante ornamentali”. Costo dell’appalto per quattro anni: più di 8 milioni di euro (sedici miliardi delle vecchie lire...), comprensivo di IVA (si presume che i giardinieri fatturino).
Otto milioni di euro non sono bruscolini: equivalgono a quasi 1.200 euro netti per ogni dipendente, che in tempi di blocco contrattuale, inflazione in salita, benzina alle stelle e stipendi cementati all’Anno di Grazia 2010 non farebbero proprio schifo.

Ma il Direttorio è popolato da esteti, che quando vanno in visita pastorale a Vermicino adorano guardare i verdi prati curati a regola d’arte, e che usano abbellire i palazzi nobili con piante forse provenienti dall’Australia o dalla Papuasia, a giudicare dal costo. Pensate: si tratta di una cifra molto simile a quella che versa la Banca sul Fondo Pensione dei post-93. Davvero l'erba tagliata a regola d'arte vale quanto il futuro pensionistico di 2.000 persone?
Ma il Direttorio, d’altronde, i dipendenti nemmeno li guarda.
Le piante sono più belle, più silenziose e non si iscrivono ai sindacati. Infatti, vengono buttate via ogni giorno, senza che nessuno dica alcunché.
Se tutti i dipendenti faranno una scelta diversa da una bella pianta molto qualificata ma senza opinioni, sarà più vicino il cambiamento. 
Facciamo fiorire le nostre rose: costano meno, sono molto più belle e … resistono, resistono, resistono!

VERSO IL CONGRESSO - Il rinnovamento!


Negli ultimi anni, numerosi cambiamenti hanno inciso sulle condizioni di vita dei lavoratori. I tempi di lavoro, la riorganizzazione sul territorio, la diversificata offerta di servizi e la progressiva informatizzazione di un numero crescente di procedure lavorative sono solo alcune fra queste. Sarebbe singolare se le organizzazioni che rappresentano i lavoratori si rendessero impenetrabili al cambiamento.

Negli ultimi anni, il Sindacato Indipendente è impegnato più che mai in una forte e generosa spinta al rinnovamento che, attraverso una leale e reale dialettica interna, punta con decisione a rispondere alle diverse esigenze degli iscritti.
Un rinnovamento - anche generazionale - che rappresenterà un elemento di grande novità per l'intero panorama sindacale della Banca d'Italia.
Fondamentale, in questa ottica, è favorire la massima partecipazione all’attività e alle scelte del sindacato.

Al fine di assicurare al SIBC regole e organizzazione proprie di un sindacato moderno, radicato sui principi che lo hanno sempre contraddistinto e aperto alle nuove idee, il Sindacato Indipendente ha recentemente adottato un Codice etico vincolante per i dirigenti sindacali, che assicura che nessun Dirigente sindacale tragga vantaggi dall’incarico che ricopre, e definito una proposta organica per rinnovare lo Statuto del SIBC, che sarà sottoposta all'approvazione del Congresso Nazionale, fissato per il 30 novembre e 1° dicembre prossimi. 

Il nuovo Statuto del SIBC definisce compiutamente ciascun organismo, a cosa serve, da chi è costituito e da chi è sciolto, come si compone e come si cambia, come funziona e cosa fa.
Fissa incompatibilità e vincoli, per consentire la più ampia partecipazione e coinvolgimento a tutte le iscritte e agli iscritti, eliminando conflitti di interesse, o comode carriere in Banca scambiate con l'acquiescenza del Sindacato
Rinnova i criteri di composizione e l’organizzazione degli organismi esecutivi, in particolare della Segreteria nazionale, che potrà essere composta unicamente da personale in servizio, e che sarà affiancata da un Comitato di Segreteria con specifici compiti.
  
Il rinnovamento è una scelta permanente, la scelta di un sindacato non ideologico ma con grandi ideali, capace di adattarsi ai tempi, alle persone, alla vita di ciascuno di noi.


CSR - Dieci anni per la decennale


Numerosi colleghi ci scrivono lamentando ritardi e ostacoli impropri nella concessione di finanziamenti da parte della Cassa di Sovvenzioni e Risparmio di cui - è bene ricordarlo - sono soci/comproprietari insieme agli altri colleghi in servizio e in  quiescenza.
E’ appena il caso di ricordare che - di norma - chi chiede soldi in prestito non lo fa per sfizio ma perché ne ha bisogno, e quindi un’attesa prolungata può rappresentare un danno materiale e psicologico che una "Cassa di mutualità" dovrebbe avere ben presente.
Sarebbe quanto mai opportuno, quindi, che la Cassa definisse e rendesse pubblici i tempi massimiper ogni tipo di intervento chiesto dai soci.
A tale fine, il SIBC scriverà una lettera formale al Direttore della C.S.R. (ne daremo conto nel prossimo numero), affinché - fra una visita in Vigilanza e l’altra - si occupi meglio di come funziona la nostra Cassa, nell’interesse di tutti i soci.

PS: se vi dicono che i ritardi sono stati causati dalla pausa estiva, non gli credete. I Consiglieri membri della Commissione Crediti della CSR si sono riuniti praticamente ogni settimana, anche ad agosto. Siccome siamo certi che lo scopo delle riunioni non fosse quello di intascare rimborsi di viaggio senza avere alcunché da deliberare, c’è proprio da chiedersi come mai tanti ritardi...

CASC - Polizza infortuni


Non tutti sanno che il Consiglio Direttivo del CASC ha deliberato la disdetta della “Polizza assicurativa infortuni Soci CASC BI”, ritenuta poco congrua nei premi considerato l’alto numero di assicurati.
E’ stata invece stipulata una nuova polizza a copertura dei soli Soci iscritti ad almeno una delle Sezioni (di cui al Titolo III del Piano dei Conti).
Questa nuova polizza prevede il raddoppio del capitale in caso di morte o invalidità permanente (da 50.000 a 100.000 euro), l’assicurazione per “rischio in itinere” e la validità territoriale “mondo intero”, con indicazione dei massimali di risarcimento per le diverse tipologie di cura.
La polizza copre gli infortuni derivanti dalla pratica di attività  sportive, ricreative e culturali svolte durante i corsi, gli allenamenti, la preparazione e la partecipazione a manifestazioni riconosciute dal CASC in Italia e all’estero.
Voi che ne pensate? 

mercoledì 3 ottobre 2012

Proibito perché


"Proibito parlare" è il titolo di un libro della giornalista Anna Politkovskaja, uccisa barbaramente in Russia per impedirle di parlare, pensare, condividere con altri riflessioni e verità scomode.
"Io ho paura dell'odio, si accumula sempre di più ed è fuori controllo", scriveva. 
Per fermare l'odio, la divisione, l'incomprensione reciproca, l'unica arma è la conoscenza. 
"Voglio fare qualcosa per le altre persone, usando il giornalismo"
Condividere, per progredire tutti insieme. 
Questo è anche il nostro obiettivo.